Carico immediato: denti fissi subito, quando è possibile

Denti fissi in 24 ore è uno degli slogan più diffusi nell’implantologia, e descrive una tecnica reale che però non è indicata per tutti. La Dr.ssa Anduela Curmaku, che esegue riabilitazioni a carico immediato presso la clinica Andent di Tirana, spiega quando si può fare e quando invece diventa una scorciatoia rischiosa.
Cosa significa carico immediato

Nel protocollo tradizionale l’impianto viene inserito e lasciato guarire alcuni mesi prima di applicare la protesi. Nel carico immediato la protesi provvisoria viene avvitata sugli impianti entro poche ore dall’intervento.
Il paziente esce dalla clinica con denti fissi. La protesi definitiva arriva comunque più tardi, dopo l’osteointegrazione. È il punto che genera più equivoci: il carico immediato riguarda il provvisorio, non il lavoro finale.
La condizione che rende tutto possibile
La stabilità primaria. Al momento dell’inserimento l’impianto deve risultare saldamente ancorato nell’osso, e la cosa si misura attraverso il torque di inserimento. Se questa stabilità non c’è, caricare l’impianto significa sottoporlo a micromovimenti durante la guarigione, e i micromovimenti impediscono l’osteointegrazione.
Per questo la decisione finale sul carico immediato si prende in sala operatoria, non in fase di preventivo. Il chirurgo può pianificarlo, ma se al momento dell’inserimento la stabilità non è sufficiente il protocollo cambia. Una clinica che garantisce il carico immediato per iscritto prima dell’intervento sta promettendo qualcosa che non può ancora sapere.
Quando il carico immediato è indicato
- Osso di buona densità e quantità sufficiente
- Assenza di infezione attiva nella zona
- Riabilitazioni di arcata completa, dove gli impianti vengono solidarizzati tra loro dalla struttura protesica e si sostengono a vicenda
- Paziente non fumatore, o disposto a sospendere
- Occlusione controllabile, con la possibilità di alleggerire i contatti sul provvisorio
Quando non è indicato
- Stabilità primaria insufficiente al momento dell’inserimento
- Necessità di rigenerazione ossea estesa contestuale
- Bruxismo severo non controllato
- Infezione o infiammazione attiva
- Fumo importante e non sospendibile
Le regole dei primi mesi
Il provvisorio esiste per restituire estetica e funzione di base, non per masticare normalmente. Nella fase di guarigione si segue una dieta morbida, si evitano i cibi duri e si rispettano i controlli. Il paziente che tratta il provvisorio come se fosse la protesi definitiva mette a rischio l’osteointegrazione che sta ancora avvenendo sotto.
Domande frequenti
Il carico immediato è meno sicuro del protocollo tradizionale?
Nei casi correttamente selezionati i risultati sono comparabili al protocollo differito. Il fattore determinante è la selezione del paziente e la stabilità primaria ottenuta, non la tecnica in sé.
La protesi che ricevo subito è quella definitiva?
No. È una protesi provvisoria, funzionale ed estetica, che viene sostituita dalla definitiva dopo la guarigione ossea.
Posso mangiare normalmente il giorno dopo?
No. La fase di guarigione richiede una dieta morbida e l’esclusione dei cibi duri per il periodo indicato dal chirurgo.
Serve un solo viaggio a Tirana?
Il carico immediato riduce il disagio del periodo intermedio, ma la protesi definitiva richiede comunque un secondo viaggio dopo l’osteointegrazione.
Il carico immediato non è per tutti, e va verificato prima.
Invia la tua TAC alla clinica Andent di Tirana per sapere se la tua situazione ossea lo consente, prima di organizzare il viaggio.